Google chiude la class action con un accordo milionario
Google ha raggiunto un accordo da 50 milioni di dollari per chiudere una class action avviata da migliaia di dipendenti afroamericani che accusavano il colosso tecnologico di pratiche discriminatorie sistemiche sul posto di lavoro.
La causa riguardava presunte disparità nelle assunzioni, negli stipendi e nelle opportunità di avanzamento di carriera all’interno dell’azienda. Il caso è stato seguito dal tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Nord della California, che ha approvato definitivamente l’intesa.
Le accuse contro Google
La class action era partita nel 2022 dopo la denuncia dell’ex dipendente April Curley, che aveva accusato Google di mantenere una cultura aziendale discriminatoria nei confronti dei lavoratori afroamericani.
Secondo le accuse, molti dipendenti neri sarebbero stati inseriti in posizioni inferiori rispetto alle loro qualifiche reali, ricevendo salari più bassi e minori possibilità di crescita professionale rispetto ai colleghi.
Nel corso della causa, altri ex dipendenti si sono uniti all’azione legale, rafforzando le accuse di disparità razziali sistemiche all’interno dell’azienda.
I numeri della controversia
Tra i dati citati nella causa emergeva che nel 2014 Google contava oltre 32 mila dipendenti, ma solo una piccola percentuale era composta da lavoratori afroamericani. Negli anni successivi l’azienda aveva aumentato la presenza di dipendenti neri, ma secondo i ricorrenti le differenze salariali e professionali sarebbero rimaste evidenti.
L’accordo raggiunto non rappresenta un’ammissione ufficiale di responsabilità da parte di Google, ma pone fine al contenzioso legale iniziato diversi anni fa.
Le reazioni
L’avvocato per i diritti civili Ben Crump, coinvolto nella causa, ha definito l’accordo un passo importante contro le discriminazioni nel settore tecnologico. Secondo i legali dei dipendenti, il caso potrebbe spingere altre aziende tech a rivedere le proprie politiche interne su inclusione, stipendi e avanzamenti di carriera.
La vicenda ha riacceso il dibattito internazionale sul tema della diversità nelle grandi aziende tecnologiche e sulle differenze di trattamento denunciate da molti lavoratori negli ultimi anni.




